
Corso di lingua giapponese
Studiare la lingua del futuro
Il giapponese (nome nativo nihongo, 日本語) è la lingua ufficiale del Giappone. È parlata principalmente nell'arcipelago giapponese ma anche da diverse comunità presenti nelle aree di immigrazione giapponese come ad esempio in Brasile, in Perù e negli Stati Uniti (soprattutto Hawaii e California).
Gli immigrati giapponesi di queste comunità sono chiamati nisei 二世, ovvero "seconda generazione" ma raramente parlano giapponese correntemente.
Il giapponese viene solitamente fatto rientrare nella classe delle lingue isolate. Nonostante si abbiano abbondanti fonti scritte a partire dal VI sec. d.C., queste non bastano a ricostruirne i rapporti genealogici. Molte sono le somiglianze con il Coreano (anch'esso lingua isolata) da un punto di vista sintattico, così come risulta tuttavia altrettanto marcata la distanza sul piano lessicale (per quanto riguarda il lessico autoctono) e morfologico.
Sulle origini della lingua giapponese in ambito asiatico tre sono le teorie prevalenti. In ordine inverso di importanza:
- Teoria Ainu
- Teoria Austronesiana
- Teoria Altaica
Teoria Ainu
Teoria scarsamente accreditata, è tuttavia ancora da esplorare approfonditamente. Giapponese e Ainu presentano caratteristiche molto diverse, e i contatti tra le due lingue sembrano risolversi unicamente in una serie limitata di prestiti linguistici. Tuttavia nell'Ainu sono rinvenibili tratti altaici per certi versi comuni col giapponese. Alcuni studiosi hanno ipotizzato l'esistenza nel passato di un linguaggio comune nella Siberia nord-orientale da cui sarebbero derivati giapponese, coreano e ainu. Quest'ultima sarebbe la lingua rimasta maggiormente vicina all'originale, laddove Giapponese e Coreano avrebbero subito diversi influssi e apporti dalle lingue limitrofe.
Teoria Austronesiana
Teoria che lega il Giapponese alle lingue austronesiane: Giavanese, Samoano, Malese, Tagalog, Indonesiano.
Le somiglianze tra il Giapponese e le lingue austronesiane sarebbero le seguenti:
- Mancanza di genere grammaticale
- Struttura sillabica
- Mancanza di raggruppamenti consonantici a inizio e fine parola
- Mancanza di dittonghi, affricata, e di distinzione tra "l" e "r"
Notevoli tuttavia anche le differenze, specie nella sintassi: ad esempio nelle lingue austronesiane l'attributo segue il sostantivo cui si riferisce, contrariamente al giapponese.
Teoria Altaica
È la teoria ritenuta maggiormente plausibile, che lega il Giapponese alle lingue uralo-altaiche: principalmente il Coreano, quindi Mongolo, Turco, Mancese.
Caratteristiche comuni tra il Giapponese e le lingue altaiche:
- Mancanza di raggruppamenti consonantici a inizio parola
- Mancanza di genere grammaticale
- Mancanza di articoli definiti o indefiniti
- Agglutinazione
- Attributi posti prima del termine cui si riferiscono
Il sistema fonetico giapponese è tuttavia molto più povero di quello delle lingue uralo-altaiche, molte delle quali, inoltre, non sono sillabiche. L'armonia vocalica, poi, tipica di queste lingue, è assente nel Giapponese, anche se si può ipotizzare esistesse comunque nel Giapponese più antico.
Notevoli restano in ogni caso le similarità sintattiche e grammaticali tra il Giapponese e le lingue uralo-altaiche.
In conclusione, l'ipotesi prevalente oggigiorno definisce il Giapponese come esito di un incontro tra le lingue polinesiane, che ne farebbe il substrato, e quelle uralo-altaiche, a fare da sovrastrato.
La scrittura giapponese
La lingua giapponese è stata orale per molti secoli, riducendo così strategicamente molta parte della struttura grammaticale, risultando quindi, contrariamente al comune sentire, una lingua tendenzialmente semplice. Questa riduzione grammaticale della lingua Giapponese si può riscontrare nella totale assenza del plurale (che si deve desumere dal contesto, poiché non esiste nessuna differenza, nè morfologica nè fonetica):
Non esiste la coniugazione dei verbi a seconda delle persone e nemmeno una forma per indicare il futuro(che si può esprimere integrando la frase con dei "complementi di tempo").
In linea generale i verbi si inseriscono sempre alla fine di una frase, proposizione o espressione e la forma interrogativa si forma semplicemente aggiungendo la particella "ka".
Introduzione alla scrittura giapponese
Nella Lingua Giapponese esistono tre diverse categorie di parole: quelle originarie del Giappone, che costituiscono la categoria più grande, le parole che sono state importate dalla lingua Cinese in tempi remoti e le parole prese in tempi più recenti dalle lingue occidentali, come l'Inglese. Rispecchiandosi in queste tre categorie, il sistema di scrittura è misto e utilizza i caratteri ideografici cinesi Kanji (kanji=segno cinese) e i kana, che si dividono in due sillabari: Il sillabario Hiragana e Il sillabario Katakana. Hiragana è lo stile corsivo ed è il principale alfabeto fonetico giapponese. Usato principalmente per scopi grammaticali, per mostrare la pronuncia di kanji rari, è usato come un loro sostituto. Katakana è più squadrato, si riferisce allo stile stampato; è un alfabeto usato generalmente per distinguere le parole non native che non hanno un kanji associato. Viene infatti utilizzato per scrivere le parole straniere non cinesi e le onomatopee.



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